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Il nostro spannolinamento, gli errori comuni e i “mai-più-senza”

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Divulgo la cucina consapevole, a basso impatto e a base vegetale, assieme a buone pratiche
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Nella vita di tutti i bambini – e di tutte le mamme – prima o poi arriva il fatidico momento dello spannolinamento, una delle fasi più temute dai neo-genitori insieme all’introduzione all’alimentazione solida.

In effetti, quello dello spannolinamento è un momento da non sottovalutare, perchè si tratta di una fase in cui il bambino compie un passo importante verso la sua autonomia: apprende un nuovo schema di comportamento, nuove regole sociali e soprattutto e nuove funzioni fondamentali per il corretto sviluppo psicologico e organico, ovvero il controllo sfinteriale, considerato una delle più importanti conquiste di un bambino nella prima infanzia.

Sono tantissimi i pareri presenti sul web o espressi dagli esperti a proposito di spannolinamento. Io oggi ti racconto la mia doppia esperienza, e i piccoli trucchi che ho messo in pratica per uno spannolinamento naturale e senza problemi.

Il nostro spannolinamento: Leo e Ludo

Ho iniziato il potty training di Leo con dei libri e una bellissima app sul nostro iPad: bisognava dare da mangiare e da bere a due bambini, che poi avvertivano i bisogni corrispondenti (cacca o pipì) e quindi andavano in bagno, dove trovavano una serie di operazioni da svolgere come svestirsi, sedersi sulla tazza, usare la carta igienica o lavarsi e tirare l’acqua.

Qualche settimana dopo, nell’estate dei suoi tre anni, ho cominciato lo spannolinamento vero e proprio in vista dell’inizio della scuola materna: via il pannolino, e uso del vasino durante il giorno. Non mi aspettavo nessun risultato immediato, anche perchè Leo stava vivendo un momento di transizione: da qualche mese era nato il suo fratellino, e il papà era spesso via per lavoro.

Insomma, con queste premesse non avrei mai scommesso un euro sulla buona riuscita dello spannolinamento, ma Leo mi ha stupita: il lunedì successivo ha varcato la porta del nido senza pannolino (ma con un sacco di cambi). Ricordo ancora la prima cacca fatta nel vasino: per dargli un po’ di intimità abbiamo allestito una vera e propria tenda in soggiorno, con vecchie lenzuola e corde… e che applausi quando l’ha fatta!

Nel giro di un mese non si bagnava più né durante la nanna del pomeriggio, né durante la notte, e poco prima dell’inverno ha voluto abbandonare definitivamente anche le mutandine notturne.

Per Ludo è stato diverso: a due anni e tre mesi ha cominciato a fare pipì e pupù senza pannolino su sua iniziativa. Una mattina suo fratello Leo gli ha voluto mostrare come sedersi sul vasino… e Ludo non l’ha più abbandonato! Ogni tanto scappa qualche gocciolina, anche se durante la nanna è bravissimo, e trattiene la pipì senza problemi.

spannolinamento naturale nata
Ludo sul suo Clean Potty di Naty

Il momento giusto per lo spannolinamento

Primo errore comune da evitare: forzare le tappe. Non esiste un’età giusta: ogni bambino è a sè, e nessuno può o deve essere costretto ad abbandonare il pannolino prima che sia pronto a farlo. I pediatri, indicano come periodo migliore per questo passaggio quello che va dai 18 ai 24 mesi, un’età in cui il bambino comincia a esprimersi e comprendere la propria autonomia. Piuttosto che parlare di età forse è meglio concentrarsi sui processi di sviluppo fisiologico, cognitivo, motorio ed emotivo.

È fondamentale rispettare i tempi di ogni bambino, tenendo presente che se intorno ai 18 mesi il bambino inizia ad avere gli strumenti per abbandonare il pannolino, quello dello spannolinamento è un traguardo soggettivo: alcuni bambini lo raggiungono prima, altri più tardi, e in genere si tratta di un percorso non lineare, con qualche possibile regressione.

Ci sono dei segnali che possiamo riconoscere e usare per aiutare il bambino a dire addio al pannolino. Dal punto di vista comportamentale, facciamo caso se:
– smorfie, movimenti, o anche un semplice arrossire contrassegnano il bisogno di andare in bagno;
– il bambino resta asciutto per lungo tempo (per esempio, per tutta la nanna del pomeriggio, o addirittura per tutta la notte);
– inizia a svestirsi, o anche semplicemente ad abbassarsi ed alzarsi da solo i pantaloni;
– mostra curiosità per la pipì degli adulti, ti segue in bagno e ti osserva, oppure fa domande;
– gioca con i pupazzi a “farli andare in bagno” oppure è interessato a storie e racconti che parlano di cacca e pipì.

Dal punto di vista cognitivo e del linguaggio, invece, il bambino è pronto se:
– comprende le relazioni causa-effetto e quindi capisce che se avverte uno stimolo, ha bisogno di andare in bagno altrimenti farà la pipì addosso;
– distingue cacca e pipì, e riesce ad utilizzare le due parole (anche se articolate male, l’importante è che rimangano due fonemi distinti);
– avvisa l’adulto del bisogno di andare in bagno.

Naturalmente è importantissimo che il bambino sia pronto anche dal punto di vista emotivo: togliere il pannolino significa saper rinunciare a una parte di sé in cambio di una dose extra di autonomia. Questa rinuncia merita da parte dei genitori un atteggiamento di fiducia e sostegno: è prioritario mostrargli affetto e comprensione se qualcosa va storto.

Ecco il secondo errore: non dare il nostro pieno appoggio al bambino. A volte può capitare anche involontariamente di fare confronti (tra fratelli, o anche tra amichetti), proporre premi e punizioni, o lasciarsi scappare commenti con altri adulti davanti al bambino, ma tutti questi atteggiamenti non aiutano il bambino ad affrontare in modo sereno il grande cambiamento che sta vivendo.

Il risultato? Sentirà di non avere la nostra stima, e non vivrà lo spannolinamento come una nuova conquista: il rischio è di andare incontro a un rifiuto oppure di togliere il pannolino solo per corrispondere alle aspettative dei genitori, rendendo molto più probabili delle regressioni o degli incidenti di percorso.

A proposito, terzo (grande) errore da evitare: sgridare il bambino se torna a farsi la pipì addosso, oppure pensare che se succede non è normale. Invece, è una cosa normalissima: togliere il pannolino è un processo di apprendimento che avviene tramite la ripetizione, la pratica e l’errore, e dei cambiamenti importanti (o percepiti importanti dal bambino) possono interrompere questo processo.

Per esempio: l’arrivo di un fratellino, l’inizio della scuola dell’infanzia, un evento inaspettato o anche semplicemente un cambio di abitudini come andare in vacanza interferiscono con la serenità del bambino facendolo regredire temporaneamente. Leo ha vissuto questa fase durante il passaggio dal nido – in cui probabilmente si sentiva coccolato e a suo agio – alla scuola dell’infanzia, e se apparentemente non c’era nessun problema, di notte scappava spesso un po’ di pipì a letto. Un po’ di rassicurazioni, tanta pazienza, via il lenzuolo e si ricomincia!

Facilitare il bambino: la stagione giusta e un ambiente preparato

Il momento più facile per proporre lo spannolinamento ai bambini va dalla tarda primavera alla fine dell’estate. Le ragioni sono molto semplici e intuitive: con il caldo è più comodo proporre ai bambini di restare nudi o con pochi vestiti addosso. E anche nel caso in cui scappi un po’ di pipì e ci si bagni un po’, non si rischia qualche malanno.

Per me è stato abbastanza naturale, sia per Leo che per Ludo, iniziare le pratiche di spannolinamento proprio con l’inizio dell’estate. I bambini non fanno fatica a spogliarsi e possono girare per casa con maglietta e mutandine. E nel caso della vacanza al mare, ancora meglio: la novità della spiaggia per noi è stato un ottimo momento per stimolare i bambini a giocare senza pannolino.

Uno dei passaggi fondamentali per noi genitori è quello di preparare un ambiente che faciliti il bambino, e che lo invogli a dire addio al pannolino.

Leo e Ludo hanno scelto entrambe di iniziare con il vasino, ma non per tutti i bambini è così. Ci sono bimbi che preferiscono usare il wc, magari con l’aiuto di un riduttore e di una scaletta o uno sgabello per salire più comodamente. Nel caso in cui utilizzi il vasino invece, è importante che questo oggetto sia ben riconoscibile ed occupi un posto fisso nell’ambiente, in modo che il bambino possa trovarlo facilmente ed utilizzarlo liberamente quando ne ha bisogno.

Noi in un angolo del bagno abbiamo predisposto anche un piccolo spazio in cui Leo e Ludo possono trovare alla loro portata tutto l’occorrente per pulirsi – carta igienica e salviette umidificate ecologiche – e per lavarsi le mani – sapone e piccoli asciugamani.

I nostri “mai-più-senza” per uno spannolinamento felice

Prima di iniziare lo spannolinamento, assicurati di avere tutto pronto: questo passaggio aiuterà te e il tuo bambino a familiarizzare con la novità e superare i piccoli ostacoli senza stress.

L’organizzazione è fondamentale! Io ho dedicato un angolo del bagno al vasino e ho spostato l’intimo e gli altri oggetti utili in un cassetto accessibile anche ai bambini. Ecco quali sono i nostri consigli “mai-più-senza”.

Il vasino

Sembra una decisione banale, e invece scegliere bene il vasino è importantissimo. Al supermercato puoi trovare i vasini di plastica da pochi euro, ma naturalmente sono il peggio sia dal punto di vista della sostenibilità che della funzionalità.

La nostra scelta è il vasino Clean Potty di Naty.

Il vasino Clean Potty è realizzato in materiale rinnovabile al 95%, a base di canna da zucchero, ed è quindi completamente ecologico.  Ha un design pazzesco che lo rende bellissimo da vedere e comodissimo da usare. È caratterizzato da una forma sferica che permette una seduta comodissima. Il bambino infatti non deve mettersi a cavalcioni come in un qualunque vasino, ma può sedersi in completo comfort e alzarsi senza fatica, perchè è dotato di un anello in gomma applicato alla base per garantirne la stabilità.

Oltre ad essere bello e comodo, è anche superfunzionale. Ha un sacchetto realizzato con una pellicola 100% biodegradabile che si inserisce in modo molto intuitivo all’interno della vaschetta del vasino. Quando il bambino avrà finito, basterà gettare il sacchetto nel water.

Il vasino Clean Potty è coperto da Biobased Certification di Vinçotte, una delle organizzazioni di certificazione indipendenti più famose. La certificazione Vinçotte è la prova più tangibile dell’eccellenza ecologica di un prodotto, una rassicurazione sulla grande qualità e sulla sostenibilità dei prodotti Naty.

I pannolini a mutandina

Il passaggio dal controllo diurno a quello notturno prevede un ulteriore step. Il contenimento sfinteriale infatti è maggiore durante il giorno, e solo in un secondo momento il bambino conquista il controllo anche nelle ore notturne e del sonno. Già dai primi giorni Ludo non si bagnava più durante il sonnellino del pomeriggio. Per la notte però ho scelto di utilizzare i pannolini a mutandina, perfetti per abituare il bambino a spogliarsi da solo.

I nostri pannolini a mutandina preferiti sono quelli di Naty, a base di materiali rinnovabili naturali, e gentili con la pelle del bambino. Io li apprezzo moltissimo perché i materiali usati non sono sbiancati con il cloro, non contengono lattice, profumo o TBT (tributiltina) e sono ipoallergenici. Come tutti i pannolini Naty, anche le mutandine hanno la certificazione Vinçotte – una garanzia indipendente e rinomata a livello internazionale che fa riferimento alla rinnovabilità delle materie prime.

E sono super-resistenti: la barriera contro le fuoriuscite è realizzata con una pellicola a base di mais senza OGM, che “respira” naturalmente offrendo così un pannolino più aerato, asciutto e comodo.

Mutandine di cotone bio

Naturalmente, serve una grandissima scorta di cambi, e soprattutto di mutandine. È normalissimo che il bambino si sporchi, perciò meglio non farsi trovare impreparati, in casa ma anche fuori. Per esempio, con un cambio pronto riposto in una piccola borsa, da portare sempre con sè. Sembra una banalità, ma è capitato più una volta sia con Leo che con Ludo di uscire senza cambio e di averne bisogno. Anche se il bimbo è già spannolinato da settimane, può sempre succedere qualche piccolo inconveniente, per distrazione nostra o loro.

Per i miei bambini utilizzo mutandine 100% cotone certificato bio, senza componenti sintetiche, meglio se etico. Su questo argomento si potrebbe aprire una parentesi lunga chilometri, ma rimando ad un approfondimento più mirato. Sicuramente, per la pelle delicata dei bambini vale la pena avere alcune piccole accortezze in più, prestando attenzione ai filati usati, ma anche a coloranti e lavorazioni.

Siamo portati a pensare che la biancheria semplice, di colore bianco, sia tutto sommato sicura. In realtà spesso vengono utilizzati solventi e additivi sbiancanti che potrebbero essere dannosi.

Ti lascio un elenco non esaustivo di marchi ed aziende che producono e commercializzano intimo per bambini, con i criteri sopra citati:
– Simplycris (shop online), azienda italiana che produce intimo in Italia, in cotone bio che grazie alla trama a costine aderisce delicatamente al corpo;
Popolini, (shop online), famosa per i pannolini lavabili, produce anche intimo in cotone biologico certificato con il marchio G.O.T.S;
Living Crafts (shop online), azienda tedesca nata nel settore delle fibre tessili naturali. Propone vari articoli tra cui intimo in cotone biologico certificato con il marchio G.O.T.S, senza additivi chimici e con colorazioni prive di agenti dannosi per la pelle;
Comazo Earth (shop online, in tedesco), altra azienda tedesca che produce biancheria intima bio per tutta la famiglia. I tessuti utilizzati provengono da agricoltura biologica, ma anche equo solidale, e i capi sono morbidi e comodissimi.

Puoi trovare molti di questi prodotti, e tanti altri, anche su alcuni siti di shopping online come Bimbo e Natura, dove puoi confrontare prezzi e articoli, e usufruire spesso di promozioni.

Tanta, tanta pazienza

Sì, l’ultimo must have è una dote di cui dovrai fare il pieno: la pazienza. Prima o poi succederà che il tuo bambino ti dica “pipì”! quando ormai l’ha già fatta addosso, che si rifiuti di sedersi sul vasino o sul water, che si bagni proprio nel momento e nel posto sbagliati, di solito quando sei fuori casa e hai dimenticato di portare il cambio.

Respira. È successo a tutti.
Capita di andare incontro a qualche regressione o a qualche incidente di percorso. In genere, i miei bambini si sono lasciati scappare un po’ di pipì quando erano troppo presi da qualche gioco avvincente. Può succedere! L’importante è – come già detto – non sgridare il bambino ma fargli capire cosa ci aspettiamo da lui la prossima volta.

A presto!

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